Acqua ed elettricità: come fare senza? Sistema gli impianti!

Casa dolce casa, quanto mi costi?

Eh già… nel momento in cui capisci che la tua dimora ha bisogno di una sistemata, il pensiero corre subito alla moneta, alle spese da affrontare, a quanto cioè la ristrutturazione peserà sul bilancio famigliare.

E in effetti, ristrutturare casa non è un qualcosa di semplice ed economico; ovviamente tutto dipende da cosa va modificato e sistemato ma…una cosa ti tira l’altra, giacchè si “è in ballo, balliamo” e così le spese aumentano.

A proposito di costi, hai letto i nostri articoli su Ecobonus e Conto Termico?

Ti consigliamo di dargli un’occhiata, perché ci sono tante occasioni e possibilità di risparmiare se decidi di ristrutturare casa.

Per le questioni pratiche non ti preoccupare, ci siamo noi!

Data questa precisazione che riteniamo doverosa, vogliamo però invitarti a fare una riflessione attraverso una domanda: avere una casa adeguata alle norme di legge, sicura sotto il profilo impiantistico e rispetta l’ambiente, è o non è una sensazione bellissima?

Prova a immaginare di tornare la sera, dopo una lunga giornata di lavoro e trovare casa calda perché hai impostato il termostato a un determinato orario e a una temperatura che rispetti l’ambiente e che ti fa risparmiare sulla bolletta del gas.

Oppure prova a immaginare di prepararti una doccia calda sapendo che la tua caldaia non ti abbondonerà mentre ti stai insaponando.

Non male come pensieri, vero?

Logicamente per concretizzare tali pensieri stupendi, ci sono norme di legge da rispettare nel momento in cui decidi di ristrutturare la casa…

Quindi, lasciamo il mondo dei sogni e torniamo alla realtà.

Oggi rispondiamo a due domande:

  1. Cosa fare nel caso di ristrutturazione di un impianto elettrico?

Una cosa importante in questi casi è affidarsi ad esperti del settore in quando è necessario tener conto di moltissime variabili e, soprattutto, bisogna fare attenzione al fatto che tutto venga effettuato nel rispetto delle specifiche norme di riferimento in fatto, appunto, di impianti.

A livello di normativa c’è la Cei 64-8 e le successive varianti che prevedono specifici limiti in riferimento alle prestazioni sia dei nuovi impianti che di quelli già esistenti.

In secondo luogo è necessario capire la potenza contrattuale che dovrà essere impegnata e, dunque, fornita dall’azienda elettrica scelta al privato. La scelta della potenza da installare in un’abitazione dipende infatti da quante ne viene assorbita dagli elettrodomestici in uso e dal dimensionamento dell’impianto elettrico (per esempio se l’impianto di riscaldamento, viene alimentato da con pompe di calore o attraverso l’utilizzo di climatizzatori).

Una volta stabilita la potenza elettrica abitativa, si va sul pratico e cioè il centralino: esso presenta un interruttore generale e almeno due interruttori differenziali. Il numero delle linee è variabile e dipende dall’ampiezza dell’immobile, ma anche dal livello dell’impianto che si intende utilizzare. Il contatore, che si occupa della misurazione dei consumi energetici, è nell’interruttore generale.

Da qui, i fili conduttori si collegano al centralino singolo, che è il quadro elettrico della casa. Il centralino singolo contiene al suo interno, tra gli altri interruttori, anche i cosiddetti “salvavita”.

Un impianto elettrico attualmente è suddiviso in 3 livelli:

  • 10 Ampere che ha la funzione di alimentatore e per la gestione dell’illuminazione;
  • 16 Ampere per le prese di corrente;
  • 12 V fondamentale per i circuiti di chiamata.

 

  1. Se invece devo rifare l’impianto idraulico, come procedo?

Innanzitutto precisiamo che:

“L’impianto idraulico è composto da tutti quegli elementi che gestiscono la fornitura e lo smaltimento dell’acqua all’interno di un edificio” (ristrutturazionepratica.it)

Premessa necessaria perché è importante sapere quale parte della casa è oggetto dell’intervento di manutenzione: bagno? Cucina? Termosifoni?

È dunque altrettanto importante conoscere il contatore che solo l’inizio di tutta una serie di elementi quali:

  • Il tubo di adduzione dell’acqua che arriva direttamente dal contatore
  • Una chiave di arresto, o rubinetto generale, che serve per chiudere completamente l’impianto in caso di guasti (gravi)
  • Dal rubinetto solitamente l’impianto si divide in due: un tubo va verso la caldaia per essere scaldata, un secondo tubo va direttamente verso i terminali
  • Dalla caldaia partono generalmente altri due tubi separati: uno del circuito del riscaldamento (che solitamente è chiuso: cioè l’acqua esce calda dalla caldaia e, dopo aver rilasciato il calore nei termosifoni o nei terminali che hai installato in casa, rientra nella caldaia fredda per essere scaldata nuovamente); un secondo tubo invece porta acqua calda diretta verso i terminali.

L’impianto idraulico, inoltre, può essere di due tipi:

  • Impianti a collettore ogni singolo apparecchio è collegato ad un collettore che smista l’acqua fredda e calda (ce ne possono essere più di uno in casa…) e, a seconda del tipo di terminale, riceve acqua fredda e calda (per esempio il lavabo riceve entrambe mentre il wc riceve solo la fredda).
  • Impianti a derivazione i tubi dell’acqua calda e fredda corrono parallelamente sotto il massetto, lungo tutta la casa, a formare una sorta di circuito e man mano che lungo la strada trovano i sanitari vengono fatte delle “derivazioni” per fargli arrivare l’acqua.

Come capire se è ora di mettere un nuovo impianto? Diversi sono i segnali di cui i più diffusi sono: i materiali utilizzati e l’età.

Con il passare del tempo infatti è facile che i tubi diventino obsoleti con il rischio sempre più alto di fuoriuscite e perdite.

Altri fattori possono essere:

  • Dal rubinetto l’acqua esce sporca. Significa che le tubature sono vecchie oppure i materiali utilizzati sono di scarsa qualità e rilasciano materiali inquinanti pericolosi per la tua salute;
  • Se l’acqua lascia una patina bianca significa che è molto calcarea. Il calcare potrebbe posarsi all’interno delle tubature e nel corso degli anni creare problemi (ostruzioni, fragilità, etc.). Nel caso di impianto datato questo segnale dovrebbe convincerti ad intervenire.

Abbiamo colpito nel segno?

Ti trovi in una di queste situazioni?

Allora non devi perdere tempo, la tua casa ti sta lanciando dei chiari segnali di aiuto.

Cosa fare? Chiamare noi al numero 0872 984107.

Vuoi venirci a trovare? Ti aspettiamo a Fara San Martino.

Se vuoi ulteriori informazioni, compila il form contatti, ti risponderemo il prima possibile!

È ora di fare qualche carezza alla tua dimora, senza di lei dove saresti?

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